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La rivista "Economia politica" è nata nel 1984 da una proposta di Alberto Quadrio Curzio all'Editore Il Mulino, che ha trovato pieno e convinto sostegno nella persona del suo amministratore delegato Giovanni Evangelisti. Dal 2006, anche in considerazione dell'aumento di articoli pubblicati in lingua inglese, si aggiunge al nome storico della Rivista anche «Journal of Analytical and Institutional Economics». Nel corso di oltre venticinque anni di attività ha pubblicato saggi che affrontano problemi rilevanti rispetto al dibattito teorico, che si sforzano di contribuire, da un lato, alla ricostruzione di un corretto rapporto tra teoria ed analisi economica e, dall'altro alla storia delle idee dei fatti per indagare aspetti importanti e nuovi della realtà economica in continuo movimento.

Motivo ispiratore della rivista è quello di concorrere a ripristinare una corretta e proficua relazione tra «teoria e storia», contribuendo in tal modo ad integrare l'elegante formalismo di certa produzione teorica e il pragmatismo di tanti contributi applicati.


In «Editoriale» la rivista affronta tematiche di attualità; la sezione «Saggi» presenta contributi di studiosi italiani e stranieri sulla riflessione teorica della disciplina; la «Rassegna» offre un excursus su tematiche di maggiore rilevanza per l’economia politica; infine, la sezione «Recensioni» è dedicata a brevi note su libri italiani ed esteri di recente pubblicazione. La rivista pubblica anche contributi in lingua inglese. "Economia politica" è presente in Social Sciences Citation Index, Social Seisearch and Journal of Citation Reports (Thomson Reuters - ISI Web of knowledge); in Econlit/Journal of Economic Literature (AEA); in Elsevier’s Abstracting & Indexing database; in RePEc (Research Papers in Economics).

Con il primo numero 2006 la rivista ha assunto la denominazione "Economia politica. Journal of Analytical and Institutional Economics". Si riporta di seguito la prefazione al n. 1 del Vol. XXIII che illustra le ragioni di tale cambiamento.


Economia politica. Journal of Analytical and Institutional Economics.
Prefazione (Vol. XXIII, n. 1)


di Alberto Quadrio Curzio

Economia Politica, con il primo numero del 2006 e dopo 22 anni di attività, cambia parzialmente titolo, composizione degli Organi editoriali e veste grafica.
In questi casi è consuetudine e obbligo dare delle informazioni ai lettori senza tuttavia dilungarsi in spiegazioni che risultano ovvie da un esame della Rivista stessa. Innanzitutto cambia il sottotitolo che da «Rivista di teoria e analisi economica» diventa «Journal of analytical and institutional economics». Questa novità trae origine dalla graduale ma progressiva evoluzione nell’orientamento della Rivista che ha avuto luogo dal 1984 ad oggi. Mentre agli inizi prevaleva una impostazione più formalizzata per le teorie che allora risultavano assai praticate in Italia, via via sono aumentati gli articoli di contenuto empirico, istituzionale, storico-teorico. Il nuovo titolo dà conto di un ampliamento di campo d’interesse e di un riproporzionamento del ruolo della teoria, che nella odierna accezione ha assunto connotazioni molto più complesse e talvolta così astratte da configurasi quale variante, quando l’oggetto di indagine non sia premiato rispetto al metodo, della matematica. Strumento potente e per molte analisi economiche necessario, ma non tale da comprendere in sé tutta l’economia politica nei suoi multiformi aspetti di scienza morale, di scienza sociale, di scienza complessa.
Economia Politica, ampliando la portata dei suoi interessi e mantenendo una impostazione pluralistica, ha offerto a molti economisti la possibilità, controllata attraverso un processo di valutazione rigoroso e anonimo, di pubblicare le loro ricerche, il vaglio delle quali avrebbe richiesto tempi ben più lunghi in altre sedi editorialmente più internazionalizzate. Dopo 22 anni di attività di «referaggio» sui saggi presentati ed anche di analisi, rese note sulla Rivista, sulla tipologia dei saggi pubblicati, reputiamo di essere pronti per una più sistematica diffusione internazionale della Rivista stessa.
L’uso della lingua inglese nel sottotitolo appare adesso scelta ovvia e non solo in quanto è cresciuto nella Rivista il numero degli articoli in questa lingua. Tutti ormai sanno che l’Inglese è la lingua internazionale, che può ben coesistere, nel nostro caso, con l’Italiano in una rivista che non ambisce ad abbandonare la sua lingua madre, ma che deve realisticamente constatare che la comunicazione internazionale nelle scienze economiche non la utilizza.
Per lo stesso motivo sarà bilingue anche la nuova pagina web della Rivista, ormai in fase di avanzata elaborazione, che sarà quanto prima disponibile per consultazione da parte dei lettori in una nuova veste grafica, arricchita anche nei contenuti e nelle informazioni.
Un altro importante cambiamento riguarda gli Organi editoriali. Viene infatti costituto un Comitato dei Garanti composto da personalità scientifiche che sono collocate presso prestigiose istituzioni accademiche in diversi Paesi dell’Europa e del Nord America o che nelle Università di tali Paesi hanno a lungo svolto la loro attività. Ciò serve sia a facilitare la collaborazione scientifica internazionale sia ad avvalersi della valutazione e del contributo di personalità che per prestigio personale, per varietà di impostazioni e per conoscenza specifica di singole realtà economiche possono rendere assai più completo il campo di indagine della Rivista.
Siamo perciò particolarmente grati ai membri del Comitato dei Garanti per aver accettato il nostro invito. A questi economisti potranno in futuro aggiungersene altri con analoghe caratteristiche. E cioè grande competenza, marcata curiosità intellettuale, rispetto della diversità nelle impostazioni. Alcuni dei nomi del nostro Comitato dei Garanti hanno la statura di Premi Nobel ed uno ha già conseguito tale riconoscimento. Tutti hanno in comune quello stile di compostezza non dogmatica che caratterizza molti altri grandi economisti.
Viene anche ampliato il Comitato Scientifico ove sono rappresentate molte Università italiane. Anche in questo caso ringraziamo sentitamente i colleghi: sia quelli che sono con la Rivista dalla fondazione, sia quelli che via via si sono aggiunti al Comitato Scientifico. Il loro contributo è stato ed è determinante. Né poteva essere diversamente date le loro qualità eccellenti sia per competenza scientifica, sia per dedizione alla università italiana, alla quale hanno riservato un impegno di grande rilievo formando generazioni di economisti. Un particolare ringraziamento è dovuto sia ai membri del Comitato Direttivo Giorgio Lunghini, Piercarlo Nicola ed in modo speciale a Paolo Pini, sia ai membri del Coordinamento Editoriale.
Un ringraziamento va infine all’editore Il Mulino che ha avuto fiducia nella Rivista e continua a sostenerla anche in questa rinnovata iniziativa.

 

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